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DOMENICA DELLE PALME /DOMINIGA 'E PRAMA DOMINGO DE RAMOS |
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. STABAT MATER ANDREA PARODI ELENA LEDDA |
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SARDO ITALIANO |
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Nadelu, Segnora mia sezis cussa lastimada chi giaman Maria? Mama proite cuades sa cara bianca che nie nadenos pro chie? Sa Segnora nostra ha piantu totta sa notte a succuttu a singhiozzi mannu es su curruttu. Su sambene s’est’asciuttu in sas venas de una rosa mama dolorosa. Sas ispinas disattentas affliggidu han sas intragnas de su Fizzu ‘e Deu Ahi, isculta Fizzu meu salvalu s’omine reu, perdonalu culpidu. Amen.
Mamas chi fizzos penades mirade cantu dolore mortu es su Segnore Amen, amen.
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Dite signora mia siete quella afflitta che chiamano Maria?
Madre, perché nascondete il volto bianco come la neve, diteci, per chi?
La nostra Signora ha pianto singhiozzando tutta la notte è grande il suo lutto. Il suo sangue si è asciugato nelle vene di una rosa madre dolorosa. Le spine disattente hanno afflitto le carni del Figlio di Dio.
Ascolta Figlio mio, salva l’uomo reo, perdona il peccatore.
Amen. Madri che penate mettendo al mondo
i figli guardate quanto dolore: è morto il Signore.
Amen, amen. |
2º tema musical Bellissima canzone di Enzo Mugoni interpretata insieme a Maria Luisa Congiu. Il video è tratto dalla trasmissione tv "Anninora" in onda su Sardegna uno e condotta da Giuliano Marongiu
ASOCIACION BELVEDERE MARÍTTIMO Y SU
comunidad tienen el agrado de invitarlos a la “Grande Festa della amicizia” en nuestra sede sita en Aristóbulo Del Valle 2500 (Altura Avda. Marquez 3700/1700) de Jose León Suarez, el próximo Domingo 16 de Marzo 2008, desde las 12.00.
Habrá música y baile con el conjunto de Antonio Occhiato y la Orquesta “La Vecia Trieste, estarán presentes acompañando a nuestro candidato EUGENIO SANGREGORIO, el Sr. Alberto Cordero di Montezemolo de Chile, el famoso chef Donato De Santis, el Dr. Ruben Godino, Claudio Pitton de la ciudad Córdoba, y El Sr. Gianfranco Tuzzi, la Dra. Estela Occhiato y muchas personalidades de nuestra comunidad italo-argentina. La comida: al saco, La entrada: libre y gratuita,
Habrá sorteos y competencia de tarantella.NO FALTE A ESTA DOMENICA ITALIANA!! Lo esperamos……. Saludamos a Ud. Atentamente ASOCIACION BELVEDERESA
JOSE BANDITO Presidente
INFO: prensa@usei-it.org
LETTERE
@@ Gentilissima Teresa,
innanzitutto, siano i miei primi AUGURI E COMPLIMENTI per la partecipazione al programma della Rai che conduce Gigliola Cinquetti, è stato un'altra opportunità per dimostrare la tua e nostra "Sardegna nel Cuore" a tutto il mondo, quindi il tuo impegno no lascia dubbi a quei riguardi; ancora Complimenti e dopo:
Con il vero senso della PACE DELLA SANTA PASQUA, unita alla tua famiglia vi giungano i miei più cari AUGURI !!!
Giampietro Borghero
Con il vero senso della PACE DELLA SANTA PASQUA, vi giungano a tutti voi i Nostri Migliori Auguri !!
Centro Sardo “ Sardinia Insula” di B.Blanca-
Giampietro Borghero
Presidente
SU RE PROGETTO SU RE UN FILM SULLA VITA DI GESÙ
idedotto per la prima volta dai testi dei Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni - in cui gli stessi episodi sono raccontati ogni volta in modo diverso, con diverse sensibilità o da un diverso un punto di vista – e che traspone e fa rivivere la storia in Sardegna, in un contesto diverso da quello storico.
Un film che assume valore di testimonianza a favore della reciproca comprensione, della carità e della pace, che si realizza sulla scorta di un grande concorso collettivo, che prevede l’impiego di migliaia di comparse e che punta allo spettacolo, al successo nei festival e al gradimento del pubblico. E che inizierà con i nomi di tutti coloro che lo hanno reso possible
La recitazione è affidata a non-attori estranei ai moduli recitativi del cinema e della liturgia religiosa, che pronunciano le parole del Vangelo come parole nuove. Questi interpreti si avvalgono della propria lingua nativa, il sardo, che interviene come un suggestivo filtro vivificante. Tutto sarà naturalmente accompagnato da sottotitoli, ma come avviene puntualmente in questi casi - il più recente la “Passion” di Mel Gibson parlata in latino e aramaico –saranno soprattutto le immagini e l’espressività delle interpretazioni e la sonorità della lingua che comunicheranno allo spettatore le emozioni del racconto. Attraverso quest’opera la lingua sarda si misura con lo spessore e l’intensità del testo del Vangelo e attesta la sua capacità di esserne tramite. Le diverse parlate del sardo, dal logudorese al campidanese, compreso il castigliano, interagiscono in un’unica rappresentazione. Proprio come i Dodici del Vangelo, infatti, gli interpreti-protagonisti vengono reclutati in diverse zone diverse dell’universo isolano, di terra e di mare, e parlano diversi dialetti. Come uno stimolante laboratorio linguistico l’esperienza del film concorre a mettere in relazione le diverse sfaccettature della lingua parlata e rende possibile una rappresentazione complessiva dell’identità linguistica della Sardegna.
La storia è trasposta in Sardegna sulla scorta della grandiosa esperienza degli artisti europei rinascimentali che non mostrarono mai la Palestina ma trasposero sempre la storia di Gesù nel loro tempo e nei loro paesi; una soluzione drammaturgica che il cinema non ha mai tentato.
Il tempo dell’ambientazione è quello indefinito di una Sardegna rurale e arcaica, che idealmente si proietta in tempi lontanissimi. Non vi saranno ricostruzioni scenografiche impegnative e sarà evitata quella sensazione di falsità che spesso connota I film storici. Sullo sfondo campeggiano soprattutto rovine e ruderi di antichi monumenti
Per via della trasposizione, alla radice dell'identità culturale della Sardegna si scoprono i temi morali e sociali del Vangelo, e la vicenda originale si arricchisce di senso e di nuove e sorprendenti espressioni del religioso e del tragico.
Gli stessi interpreti concorrono alla messa in scena come per dare vita a uno psicodramma, vestiti con i loro indumenti dismessi e con i loro costumi più antichi che si affiancano surrealisticamente alle antiche armature romane.
In una ambientazione atemporale, ma che precede l'industrializzazione e la luce elettrica, convivono abbigliamenti tanto diversi e suggestivi da far apparire la Sardegna come un universo fantastico anche sotto il profilo della moda. Gli abbigliamenti maschili più primitivi, con mantelli neri di lana o pelli fino ai piedi, richiamano i bronzetti nuragici; quelli più moderni sono di velluto, con "bonette" e gambali. I bambini indossano cuffie e camicioni e raramente calzano scarpe; le donne hanno camicie e gonne plissettate. Poi ci sono gli indumenti "a sa zivile" (all'europea), che rispecchiano la moda francese degli anni venti.
«Raccontiamo un mondo povero e di sofferenza. Non tutto è facilmente comprensibile. Pensiamo alle parole di Gesù, che porta messaggi e che compie miracoli: “Ama il tuo nemico”», aggiunge il regista. Ma la sfida è anche questa: «A Cagliari coinvolgeremo i poveri, chi sta per strada, chi è ospite delle case di accoglienza. A oro chiederemo di recitare». Nel film si parla in sardo: questa è una delle ragioni che non ha permesso di trovare facilmente i fondi. Le riprese dovrebbero partire a fine mese.
Il racconto prende il via dall’Ultima Cena, quando gli eventi precipitano e gli antefatti tornano in flash-back rivelandosi presagi. La sofferenza delle genti che accorrono alla parola di Gesù è cruda, la povertà è vera, se ne sente l'odore e si tocca. Le folle respirano l'ansia delle promesse, la speranza dell'impossibile. Gesù corrisponde all'unica descrizione che precede i Vangeli, quella di Isaia "...non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per potercene compiacere..."
Non c’è sangue, ma è impressionante la rappresentazione di esseri umani incoscienti e quasi innocenti che dall'amore e dagli onori al loro Maestro trascorrono leggeri alla più crudele violenza contro di Lui. Anche i bambini che in precedenza lo hanno salutato con dolcezza, sulla via del Calvario, scandiscono l'orribile condanna "Alla croce, alla croce, il Re alla croce!"
Quando Maria e Giovanni sono raccolti ai piedi di Gesù morente, dove ora incombe un cielo grigio, come in un sogno, Maria rivede la cometa che splende nel cielo stellato e, chinando lo sguardo, torna col ricordo al Bambino neonato che quella notte cullava tra le braccia. Seguono reiterate e paurose le immagini dell’ombra buia che invade la collina, mentre la gente ammutolisce e fugge. Anche la morte è reiterata e ogni volta le ultime parole di Gesù differiscono. Alla fine il grande miracolo che precede la resurrezione - quello descritto da Luca - quando tutti, non solo i buoni e neppure soltanto i convertiti tra i cattivi (il famoso centurione...), ma anche i violenti e gli odiosi improvvisamente si rendono conto.
ME ENCANTÒ ESTE PROYECTO ¡vi algunos avances y realmente me emocionó muchissimo escuchar pronunciar en sardo las palbras de Jesus …
3º tema
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MARCELLO LEDDA
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. Quand’ero Piccolo Belle Storie Il Tempo Si Fermava
Di grandi eroi Uomini forti e giusti Unini di grandi Ideali Uomini valorosi
E una luce brillava nei miei occhi Nella mia fantasia non c’era paura e Il Dolore Era Poesia Quand’ero Piccolo Rideva l’anima mia Nel clarore del alba Che colorano il celo una stella mi faceva compagnìa E la luna mi regalava la sua luce Che bello era Quand’ero Piccolo sognavo diventare cantautore Poeta per raccontare la mia vita La mia vita di tribulazione
Quand’ero Piccolo E giravo nella campagna in fiore Incantato rimanevo Le prugne profumate e i canari rari Di ali ricamate E canti intonati
Coll sole sulla facia e l’allegria E con l’acqua che ristora il pastore Era bello quando ero piccolo Ma è tempo di fare il genitore Genitore imparando ed esserlo Ed esserlo ringraziando il Signore
Al Signore prego e a Maria Di non fare più errori Pechè l’errore nell prendere la via Lo pago da quando ero piccolo
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INFOMAZIONE E COMUNICATI
Il Console Generale d’Italia
10Marzo 2008 Buenos Aires,
COMUNICATO
Call Center Ufficio Elettorale:
Dal 10 marzo fino al 10 aprile 2008 questo Consolato Generale mette a disposizione, dalla ore 8 alle ore 18, il numero telefonico
Il Console Generale Giancarlo M. Curcio
I
In Buenos aires
Buenos Aires, 10 de Marzo del 2008
Call Center Oficina Electoral:
A partir del 10 de marzo y hasta el 10 de abril del 2008 el Consulado General pone a disposición, en el horario de 8 a 18hs., el numero telefónico
El Cónsul Generle
Giancarlo M. Curcio
AMBASCIATA D’ITALIA
Buenos Aires
La Embajada de Italia en Buenos Aires presentará los días 26 y 27 de Marzo el Workshop “Impacto del cambio climático sobre el Territorio y la Economía” en la Facultad de Ciencias Económicas (UBA), Córdoba 2122
Las Jornadas se realizarán con la supervisión del ICES (International Center for Earth Sciences) y contarán con la presencia de científicos y especialistas de Italia, Argentina y Estados Unidos.
Los encuentros tendrán como principal objetivo la reflexión en torno a las modificaciones de los parámetros climáticos y los consiguientes efectos en el ambiente, el territorio y la Economía de los países. Se abordarán problemáticas relacionadas con el ciclo del Carbono, los procesos de Desertificación, la reducción de los Glaciares, la agricultura, la producción vitivinícola y el uso tecnologías modernas para el estudio de los nuevos escenarios climáticos, entre otros.
El Agregado científico de la Embajada de Italia, Gabriele Paparo, afirma que “sin el involucramiento de las principales economías y sin un compromiso global no será posible alcanzar resultados suficientes para frenar, por ejemplo, el aumento de las emisiones de gas en el Efecto Invernadero. Con vista al próximo Tratado de Kyoto en 2009, es necesario lanzar un claro mensaje a los gobiernos de Italia y Argentina para instalar allí estas temáticas. En este Workshop deberán emerger nuevas ideas, propuestas y reflexiones útiles para dar respuesta a las demandas que la comunidad internacional nos plantea en las cuestiones del clima y el impacto de sus cambios.”
La apertura del Workshop se llevará a cabo el 26 de Marzo a las 9:00hs. en el Aula Magna de la Facultad de Cs. Económicas con la presencia de: la Subsecretaria de Políticas en Ciencia, Tecnología e Innovación Productiva, Lidia Rodríguez, el Decano de la Facultad de Ciencias Económicas, Alberto Barbieri, el copresidente del IPCC Osvaldo F. Canziani y el Embajador de Italia, Stefano Ronca
Para más información sobre el Workshop: tel. 54-11- 40112161, Correo: scient.buenosaires@esteri.it, Página Web: http://www.ambbuenosaires.esteri.it/
AMBASCIATA D’ITALIA
Buenos Aires
Le due giornate si realizzano con la supervisione dell’ICES (International Center for Earth Sciences) e contano con la partecipazione di esperti italiani (Cnr, Enea Inogs, Ingv ed Università), argentini (Conicet, Università) e statunitensi (Geostream Consulting, Anoa).
L’incontro avrà come obiettivo principale le modifiche del clima e i conseguenti effetti sull’ambiente, il territorio e l’economia mondiale. Si affronteranno le problematiche relative al Ciclo del Carbonio, i processi di desertificazione, la riduzione dei ghiacciai, l’agricoltura, la produzione vitivinicola, l’uso di moderne tecnologie per lo studio dei nuovi scenari climatici e altri argomenti.
L’Addetto Scientifico dell’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires, dott. ing. Gabriele Paparo, afferma che “senza il coinvolgimento delle principali economie e senza un impegno globale, non sarà possibile raggiungere risultati sufficienti per arrestare, ad esempio, l’aumento delle emissioni di gas causa dell’effetto serra. In vista del prossimo trattato di Kyoto del 2009 è necessario lanciare un messaggio chiaro a chi rappresenterà l’Italia e l’Argentina al tavolo delle trattative. Da queste due giornate dovranno emergere nuove idee, proposte e spunti di riflessione utili a poter rispondere alle domande che la comunità internazionale ci pone riguardo al clima e ai suoi cambiamenti.”
All’apertura dei lavori, il 26 Marzo alle ore 9:00 presso l’Aula Magna della Facoltà di Scienze Economiche dell’Università di Buenos Aires, sarà presente la Sottosegretaria alle Politiche Scientifiche, Tecnologiche e per l’Innovazione Produttiva Lidia Rodriguez, il Decano della Facoltà, Alberto Barbieri, il copresidente dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) Osvaldo F. Canziani e l’Ambasciatore d’Italia, Stefano Ronca.
26 Marzo 2008 ore 09:00, Aula Magna, Facultad de Ciencias Económicas, Córdoba 2122, Buenos Aires
Per il programma dettagliato e ulteriori informazioni:
tel. 54-11- 40112161,
email: scient.buenosaires@esteri.it, Web: http://www.ambbuenosaires.esteri.it/
SANDALIA “Fiore d’Atlanticu” dedicato ai bambini delle favelas.
Segnalo un Un artìculo muy interesante
Tradizioni sa non perdereSU BISU
sabato 08 marzo 2008 ore 14:56:53
È una donna, in Sardegna, a custodire uno dei più antichi segreti del mondo. Lei è Chiara Vigo, l’ultima tessitrice di bisso, che ancora sa creare la "seta di mare". Considerato il tessuto più prezioso della storia, il bisso può essere tinto solo con la porpora e nasce da un filamento che secernono alcuni molluschi nei fondali di Sant’Antioco. Secondo la leggenda è un tessuto sacro, e l’arte difficile e paziente della tessitura fu insegnata alla gente dell’isola, discendente dei fenici e dei caldei, dalla Principessa Berenice, figlia del Re Erode.
La tradizione della tessitura del bisso, perduta nel resto del mondo, qui ha attraversato i secoli. Oggi l’ultima custode è Chiara Vigo, che da anni è impegnata a salvare questa tradizione, legata dall’antico giuramento che stabilisce che il bisso non si può vendere né commercializzare, perché è proprietà dell’intero popolo sardo. in appoggio del lavoro di Chiara Vigo e del segreto sardo del bisso, l’associazione noiDonne 2005 propone iniziative di sostegno, con l’obiettivo di salvare e tutelare questa preziosa tradizione.
Di seguito il documento dell’associazione:
Chiara Vigo ha conservato per tutti noi i segreti della lavorazione del bisso, trasmessi per migliaia di anni dai "prescelti".
La seta del mare, filata e ricamata attualmente dalle mani dell’unica detentrice del mistero del bisso- Chiara Vigo - è presente in molti musei del mondo. Molti paesi invidiano alla Sardegna questo “dono” e vogliono “ rapirci su maistu”.
Ora l’oro del mare è in pericolo e i sardi rischiano di perdere per sempre un patrimonio della Sardegna.
Per giuramento il bisso non può essere né venduto né commercializzato. Perché, come dice Chiara, "quello che ho nelle mani appartiene al popolo sardo".
Non si può vendere un bene collettivo ma si può adottare su maistu che tesse e protegge per noi il bisso.
Chiara Vigo ha bisogno del sostegno di chi non vuole perdere questo tesoro, che spetta in eredità ai sardi di domani. Con l’obiettivo di proteggere i segreti del bisso e Chiara Vigo è nato un comitato costituito, per ora, dall’Associazione noiDonne 2005 di Sassari.
Questi gli obiettivi prioritari:
1. Chiara Vigo ha diritto a una sala di lavoro-museo dove lavorare in piena libertà e autonomia. Un luogo che le venga assegnato, come suo possesso, a tempo indeterminato.
2. Chiediamo alle istituzioni che, con sensibilità e in tempi brevi, trovino una soluzione per sostenere finanziariamente su maistu Chiara Vigo e quei -purtroppo pochi- maistu rimasti che tutelano per noi l’arte nel tempo, ma che faticano a sopravvivere.
Al Comitato possono aderire tutte le persone, enti, associazioni, istituzioni, che condividono la necessità di salvare, con misure concrete, questa preziosa memoria storica.
La Presidente
Francesca Fantato
Per informazioni:
L’associazione noiDonne 2005
info@noidonne2005.org
I commenti dell'articolo
Maria Francesca Fantato [2008-03-11 23:03:53]
L'associazione "noiDonne 2005" invita tutti coloro che hanno a cuore il destino di Chiara e il segreto del Bisso a contattare la stessa per avere ulteriori dettagli sulla campagna (l'indirizzo di posta elettronica è disponibile sull'appello). Ricordiamo infatti che accanto alla petizione, a sostegno della quale a Sassari è iniziata una raccolta di firme, c'è la possibilità di alleviare la precarietà estrema nella quale Chiara vive effettuando un versamento su conto corrente: le coordinate del conto, come il modulo per la raccolta delle firme, possono essere richieste all'indirizzo dell'associazione.
Un sentito grazie a tutti coloro che vorranno dare una mano.
letizia [2008-03-11 19:20:06]
Chiara è come i nuraghe, un patrimonio della Sardegna....
come dice lei stessa, Chiara è nostra! E' di tutti i sardi e soprattutto delle Donne di Sardegna, ed è a noi che lei rivolge il suo grido di rabbia e richiesta di aiuto. Non restiamo insensibili, muoviamoci oggi stesso! Anche il versamento di un solo euro sul conto corrente che le è stato intestato è importante per sostenere questa grande donna e ancora più grande Maestro della Sardegna!
Valeria [2008-03-11 19:03:41]
La maestra Chiara Vigo, dovrebbe essere sostenuta per il lavoro e l'impegno dato,in primo luogo dall'amministrazione comunale e dall'assessorato per la cultura, e da quì a seguire da tutto il popolo sardo.
L'articolo è molto bello, bisogna dare più informazione attraverso i quotidiani, affinchè le venga concessa la sede e l'autonomia.
Per la storia e la magia che questo tessuto rappresenta oggi e ha rappresentato in passato,per non tradire la sacralità della tessitura diamo voce a Chiara e sosteniamola.
Fateci sapere cosa fare.
Valeria Atzei
Ass. Verde Azzurro Pan di Zucchero -Nebida Masua
francesca [2008-03-10 23:11:06]
Ho conosciuto a Sassari Chiara Vigo. Mi ha toccato il cuore con la sua passione, il suo amore per la Sardegna, la sua ferrea volontà di regalare ai sardi del futuro il miracolo del bisso. Mi sono però scandalizzata e, come sarda, anche vergognata per l'abbandono e l'isolamento in cui Chiara è lasciata. La regola che "nessuno è mai profeta in patria" viene ancora una volta rispettata. Perchè questa ricchezza è così trascurata? Mi piacerebbe conoscere il parere soprattutto degli abitanti di S.Antioco.